Mare

Da circa venti anni Capo Vaticano si è posto all'attenzione del grande flusso vacanziero per le sue particolari bellezze marine. E' difatti il mare l'attrazione principale di tutti coloro che ogni anno, sempre più numerosi scelgono queste località per trascorrere le ferie.
Nel mare limpido branchi di castagnole nuotano indisturbate, branchi di occhiate e saraghi gironzolano per tutto il perimetro della scogliera, mentre sul fondo si acquattano grosse triglie.
La flora è particolarmente sviluppata, costituita dal verde delle posidonie. Sulle pareti delle rocce crescono come magnifici fiori: spirografi, nudibranchi, vermocani, attinie, madrepore, i crinoidi danzano sopra i ricci neri e bianchi, le stelle marine rosso purpureo rompono con il colore la monotonia della roccia granitica.


La pesca è una delle attività che venne a lungo praticata nel comune di Ricadi, soprattutto, dalla popolazione costiera. Il villaggio di S. Maria era il borgo dove abitavano i pescatori. La pesca che viene praticata è quella col bolentino e con la traina. Tra i pesci particolarmente pregiati sono i "Surici" (della famiglia dei labridi) chiamati anche Pettine (in Puglia e in Liguria) e Pecorelle (in Campania), dai colori allegri e vivaci e dall'ottima carne bianca, che generalmente, si consumano fritti. Vivono nei fondali sabbiosi, a una profondità variabile che può arrivare fino a trenta metri, si pescano con 3 - 4 ami piccolissimi e un piombo di circa 80 grammi. Il periodo ottimale per la pesca dei "Surici" è quello estivo - autunnale. Non è possibile pescarne di notte, perché i "Surici" si sotterrano sotto la sabbia per dormire. Mordono le dita mentre vengono sganciati dall'amo. Col bolentino si pesca pure la tracina o pesce ragno che è possibile incontrare anche durante la pesca del surice. L’esca che i “surici” gradiscono maggiormente è l’alice fresca e il gambero opportunamente sgusciato e tagliato a cubetti, e, in mancanza, la tremolina e le chiocciole bianche che si possono trovare lungo il litorale
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